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Conosciamo Antonella, nuova direttrice generale di La Venenta
Un percorso iniziato dal volontariato e cresciuto negli anni dentro la cooperativa, fino al ruolo che oggi ricopre come direttrice generale e vicepresidente.
Antonella è una presenza preziosa nel cammino di La Venenta, una figura che negli anni ha dato moltissimo alla cooperativa, accompagnandone la crescita con dedizione, sensibilità e responsabilità.
Il suo percorso nasce da lontano, da esperienze di volontariato e da un incontro autentico con le persone, con le loro fragilità e con il valore profondo dell’accoglienza. Nel tempo, questo legame si è trasformato in una vera scelta di vita e di lavoro, cresciuta insieme ai servizi, ai progetti e ai tanti passi compiuti dentro la cooperativa.
Attraverso questa intervista vogliamo raccontare più da vicino il suo percorso umano e professionale, fatto di impegno quotidiano, cura delle relazioni e profondo senso di appartenenza, che oggi continua nel suo nuovo ruolo di direttrice generale.
Chi sei?
Mi chiamo Antonella, sono nata a Monaco di Baviera, in Germania, e mi sono trasferita in Italia, a Bologna, con la mia famiglia quando avevo 9 anni. Ho 51 anni.
Cosa fai in Venenta e come sei arrivata qui?
Ho conosciuto La Venenta come volontaria nel lontano 2003/2004. In quel periodo, insieme ad alcune famiglie della Venenta, andavo il mercoledì sera in stazione per portare tè caldo e coperte alle persone senza dimora, soprattutto nei mesi invernali. Era un gesto semplice, ma pieno di umanità.
Poco dopo, alcune famiglie della Venenta iniziarono ad accogliere una mamma con il suo bambino e mi chiesero di affiancarli nel pomeriggio con piccole attività di cura e sostegno. Ricordo ancora molto bene quel primo incontro: è stato lì che è iniziato tutto per me.
Da quell’esperienza è nata la mia avventura dentro La Venenta, e soprattutto nell’accoglienza di mamme e bambini. Con il tempo ho capito che quello non era solo un impegno, ma un luogo dell’anima: la mia casa. Giorno dopo giorno cresceva in me il desiderio di dedicarmi completamente a questa realtà.
Quando il fondatore mi propose di entrare a lavorare a tempo pieno, lasciai senza esitazioni il nido d’infanzia che avevo aperto con alcune amiche a Bologna. Sentivo chiaramente che quella era la mia strada e la mia vocazione: prendermi cura di chi aveva bisogno, dei bambini e delle mamme in difficoltà.
In questi anni La Venenta è stata per me un luogo di crescita profonda. Sono cambiata come persona, ho imparato a guardare oltre i pregiudizi, a comprendere la complessità delle storie e a credere nel valore dell’accoglienza come possibilità di rinascita.
Il mio cammino professionale è cresciuto insieme a me: sono partita come educatrice, poi sono diventata coordinatrice, responsabile e oggi ricopro il ruolo di direttrice generale e vicepresidente.


Hai hobby o interessi particolari?
Nel tempo libero amo tutto ciò che è creativo e manuale: dipingere, ricamare, lavorare a maglia, costruire. Mi piace leggere, soprattutto gialli, testi di pedagogia e libri sulle risorse umane.
Amo visitare città d’arte e immergermi nella natura, soprattutto con lunghe passeggiate nei boschi. I fiori sono una delle mie grandi passioni: mi rilassa entrare nelle serre, osservare piante e colori e lasciarmi avvolgere dalla loro bellezza.
Qual è la citazione che più ti rappresenta?
Non mollare mai, vai avanti con coraggio e luce nel cuore.
